“Ogni impedimento è giovamento”

Nonna Maria

In ogni avventura che si rispetti, sono presenti al suo interno anche gli imprevisti. Cose da risolvere e programmi da modificare. Fa parte del gioco. Ed anche per noi valgono le stesse regole. Prima di partire per il nostro lunghissimo viaggio in giro per l’Europa, che ci terrà lontano dall’Italia per diversi mesi, erano in programma alcune piccole riparazioni. Avevamo organizzato tutto per rimanere qualche giorno a Cattolica per goderci la famiglia, gli amici e sistemare le ultime cose prima di partire. Ma, si sa, puoi controllare solo ciò che puoi controllare. Il giorno prima della partenza, al momento di un controllo di routine, il meccanico si accorge che la traversa che sostiene i radiatori ed il longarone sono completamente usurati. Marci. Questo comporta un grande rischio. La concessionaria che ci ha venduto il camper non ha controllato, o peggio ancora, ha omesso. Siamo molto dispiaciuti, ma facciamo veramente fatica a credere alla loro buonafede. Considerando che questa è solo una (speriamo l’ultima) delle loro “mancanze”. Abbiamo corso un grande rischio, e siamo stati fortunati a trovare questo problema prima di partire, in Italia e vicino alla rete famigliare. Da questo punto di vista, poco male, passeremo qualche giorno in più con i nostri cari. E questo è un bene, soprattutto considerando il fatto che per diverse settimane/mesi non li potremo abbracciare. La questione adesso è riparare questo danno. È sempre difficile in questo periodo dell’anno trovare professionisti del settore che siano: disponibili, onesti e competenti. Per fortuna abbiamo trovato un’officina disponibile, ma il lavoro è molto complicato, richiede strumentazione e tempo, Alcuni pezzi vanno completamente sostituiti ed altri ricostruiti. Se tutto va bene, in una settimana avremo il nostro Camper. Nel frattempo ovviamente abbiamo contattato i “cari” venditori. Che non hanno avuto neanche la decenza di scusarsi. Tutto questo mi rende molto triste e dispiaciuto. Posso capire l’errore, ci mancherebbe, solo chi non fa non sbaglia. Ma questa condotta è ingiustificabile. Sicuramente gli chiederemo i danni, quel che è giusto, è giusto. Mia nonna Maria in questa situazione avrebbe sicuramente detto: “Uagliò, non ti preoccupare, ogni impedimento è giovamento”. Ed è la verità. Le cose vanno sempre come devono andare. Lo possiamo chiamare in tanti modi: Karma, destino, fato… Ma l’unica cosa che possiamo fare è accogliere. I Buddisti la chiamano Equanimità. È la capacità di restare in equilibrio davanti agli eventi della vita. Senza rabbia o troppo attaccamento. Senza esaltarsi nelle vittorie e senza deprimersi nelle sconfitte. Senza giudicare. Mia nonna era un po’ Buddista, senza saperlo.

Tornando a noi, abbiamo cercato di sfruttare al meglio il tempo a disposizione. Ed è stato bello passarlo con amici e famigliari. Intanto nel frattempo il nostro amato camper si stava riparando e mettendo in forze per il nostro grande viaggio. L’officina è stata di parola, e dopo circa una settimana ci ha riconsegnato il nostro Panzer. È stato un lavoro lungo e costoso. Ma ci siamo. Claudia ed io siamo andati a ritirarlo e poi a prendere una bombola di GAS. Dopodiché l’abbiamo portato a pesare. La bilancia, come spesso fa con noi al ritorno delle festività, non è stata clemente. Abbiamo qualche kg di troppo. Come quasi tutti i camper, soprattutto i motorhome dalla generazione del nostro, sono molto pesanti, vicinissimi al limite dei 3.500kg. Noi ci consideriamo minimalisti, ma avremmo dovuto esserlo ancora di più. Non ci perdiamo d’animo. Torniamo a casa, e togliamo tutto il superfluo. Da bravi Italiani avevamo fatto delle provviste che sarebbero servite quando il richiamo della madre patria sarebbe arrivato. Ma abbiamo dovuto lasciare tutto, per cercare di essere più leggeri possibile e non incorrere in gravi sanzioni, o peggio ancora, al fermo del mezzo. Con una buona dose di paranoia ci mettiamo a cercare sul web quali sono le nazioni più “severe” e dove i controlli sono più frequenti. Pare che Austria, Svizzera e Scandinavia siano le più “cattive”. Perfetto, la Scandinavia è proprio dove vogliamo andare, e non vogliamo assolutamente rinunciare. L’Austria possiamo saltarla passando dalla Slovenia, e così faremo. Partiremo questa sera. Non abbiamo altro tempo da perdere. Negli ultimi mesi abbiamo sognato ad occhi aperti il nostro viaggio. Abbiamo creato un itinerario pazzesco, che segue il clima mite delle stagioni come fanno gli animali migratori. Direzione nord quando è troppo caldo e verso sud quando arriva il freddo. Come le tribù nomadi, i marinai e i viaggiatori. Sempre in cerca di venti favorevoli. L’itinerario è scritto a matita, sempre pronto ad essere rivisto. Ma l’idea è quella di passare l’estate nel nord dell’Europa. Passando da Slovenia, Ungheria, Slovacchia, Polonia e Baltici. Prendere il traghetto per la Finlandia e spingerci nel punto più a nord dell’Europa continentale, Capo nord! Per poi scendere, Norvegia, Svezia e Danimarca. Spostarci verso ovest e risalire il Regno unito. Tra terre selvagge e paesaggi mozzafiato, paradiso per i Camperisti e per chi ama la natura e la libertà. Con l’arrivo del primo freddo autunnale, scendere pian piano verso sud, seguendo la costa atlantica, visitando la Francia, con i suoi vigneti e i campi ancora in fiore. E poi la Spagna del nord, paesi baschi fino a Santiago de Compostela. Dopodiché scendere lungo la costa del Portogallo, con le sue spiagge infinite ed il suo ritmo lento e nostalgico, giù fino a sud, Algarve, dove ci fermeremo a goderci il tempo e le onde dell’oceano Atlantico. L’idea è quella di fermarci qui un mesetto, per poi spostarci nel sud della Spagna, dove vorremmo trascorrere un altro po’ di tempo in serenità nella splendida Andalusia, ricaricando le energie nell’estremo sud dell’Europa, dove l’Africa è solo ad un passo. Ricaricate per bene le pile, sarà ora di ripartire. Risalire con calma la Spagna, questa volta lato Mediterraneo, passando poi per la Francia del sud. A questo punto faremo una sosta in Italia dalle nostre famiglie e dagli amici, che sicuramente ci mancheranno tanto. Nella speranza che anche loro possano raggiungerci nelle varie parti del mondo in cui saremo, sarebbe bello. Rigenerati, saremo pronti a riscendere di nuovo verso sud, ma dall’altro lato, costa Adriatica. Passando dai Balcani, con ritmi gitani e musica folk, e via fino in fondo, per raggiungere la culla della civiltà, la mitologica Grecia, dove ci vorremmo fermare almeno un mese, per poi risalire e chiudere il nostro Epic Road. Questo chiaramente tutto sulla carta, come idea di massima, ma senza fretta e senza ansia. Dev’essere un viaggio su misura per noi, saremo noi a decidere il ritmo. Seguiremo le nostre sensazioni. Rallenteremo quando vorremo rallentare e accelereremo quando vorremo accelerare. Siamo noi il metronomo. Se anche facessimo la metà di questo itinerario saremmo comunque felicissimi. A noi interessa stare insieme, viaggiare e goderci la libertà. Sogniamo ad occhi aperti e questa attesa non ha fatto altro che amplificare la nostra fame di scoperta. Un ritorno allo spirito libero e nomade dell’essere umano, in aperta ribellione contro la sedentarietà dei giorni nostri. Ci siamo, si riparte.


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