
Da dove siamo partiti
Scegliere il mezzo che avrebbe sostenuto il nostro viaggio di 1 anno è stata un’impresa ardua. Chiunque si affacci a questo mondo sa bene che le combinazioni sono diverse e le esigenze variano a seconda del numero di componenti che abiteranno il mezzo, dell’età, del tipo di viaggio che si vuole intraprendere e, ovviamente, del budget che si è disposti a spendere.
Abbiamo cominciato questa ricerca con l’idea di spendere il meno possibile. Non eravamo certi, essendo alla nostra prima esperienza di famiglia in camper, che avrebbe fatto al caso nostro e non volevamo quindi spendere troppo per poi pentirci dell’acquisto fatto.
Abbiamo fatto un primo giro per Camping Sport Magenta: un grosso rivenditore di camper e accessori aperto anche la domenica, con la possibilità di visionare da vicino e salire su roulotte, camper usati, camper nuovi e van. Insomma il posto giusto per farsi un’idea.
Qui abbiamo fatto una buona ispezione (la prima di una lunga serie) e abbiamo immediatamente dovuto scartare i van. Il popolo di Instagram sa bene che foto e video dei van fanno innamorare i viaggiatori: lo parcheggi dove vuoi, si guida benissimo, gli interni sono studiati alla perfezione… Ma voi siete mai saliti su un van? Noi sì, proprio da Camping Sport Magenta ed è stato sufficiente salirci, fare un giro su noi stessi (uno alla volta, lo spazio è quello) e riscendere per dire: NO GRAZIE! Il van è decisamente troppo piccolo e troppo costoso. Abbiamo anche valutato l’acquisto di un furgone e la camperizzazione, ma non avevamo ne tempo ne conoscenze sufficienti per imbarcarci in questa avventura. Quindi abbiamo proseguito.

Per lo stesso motivo economico, abbiamo scartato tutti i camper nuovi e analizzato i mezzi a disposizione del rivenditore sotto i 25.000 euro. C’erano poche opzioni: due camper marca Rimor di fine anni ’90, un paio di Elnagh inizio anni 2000 e due roulotte nuovissime. Qui sono cominciati i nostri mille dubbi e la nostra infinita navigazione nel web per capire da che parte orientarci. Questa domanda ci ha guidato a lungo: conviene comprare un camper vecchio o una roulotte nuova?


I pregi della roulotte
Abbiamo considerato seriamente la roulotte per un buon periodo di tempo. Questo per i seguenti motivi principali:
- Il rapporto qualità prezzo: una roulotte nuova, per 2 o 4 persone, sufficientemente confortevole e senza necessità di alcuna ristrutturazione interna costava al momento della nostra ricerca (2025) circa 25.000 euro. Per lo stesso prezzo avremmo potuto permetterci un camper di 30 anni con, verosimilmente, tanti difetti e tanta manutenzione da fare, oltre che con una discutibile affidabilità. Ovviamente è anche possibile trovare delle roulotte usate a prezzi decisamente inferiori ed affidarsi ad esperti del settore per una verifica strutturale e un’eventuale ristrutturazione interna.
- Avere due mezzi in uno offre un vantaggio innegabile: la roulotte consente di sganciare l’auto e averla sempre a disposizione. Muoversi con un camper di grandi dimensioni non è altrettanto agevole e spesso rende complicato girare o parcheggiare in città, sia per la scarsità di stalli adeguati, sia per le crescenti restrizioni alla circolazione nei centri urbani europei. Con la roulotte, invece, è possibile stabilire la propria “casa mobile” in un campeggio o in un’area sosta, utilizzando l’auto in totale libertà per esplorare i dintorni o sbrigare le commissioni quotidiane. Oltre alla logistica ordinaria, abbiamo valutato l’aspetto più importante di tutti: la sicurezza. In caso di emergenza sanitaria, dover raggiungere rapidamente una farmacia o un ospedale con il camper può diventare un incubo, soprattutto se il mezzo è già posizionato nella piazzola con tendalino aperto, piedini di stazionamento abbassati, tavolo e sedie fuori. Smontare tutto in fretta rallenterebbe drasticamente i soccorsi. Con l’auto sempre libera, invece, si è pronti a partire in un secondo. Ci siamo spinti a immaginare anche lo scenario del guasto meccanico. Se il camper deve fermarsi in officina, l’intera famiglia si ritrova appiedata e costretta a cercare un albergo, con tutte le difficoltà logistiche del caso. Al contrario, se dovesse presentarsi un problema all’impianto della roulotte, basterebbe salire in auto per cercare una sistemazione alternativa con la massima autonomia.
- Manutenzione più semplice (ed economica). Un altro peso da novanta sulla bilancia della scelta è la manutenzione. Non essendo dotata di un propulsore, la roulotte è esente da tutti i complessi (e costosi) interventi meccanici che richiede un camper, una voce di spesa che diventa critica soprattutto quando si acquista un mezzo usato con diversi anni sulle spalle.
Abbiamo considerato che, per un camper datato, le spese ordinarie e straordinarie — tra tagliandi del motore, sostituzione della cinghia di distribuzione, revisione dei freni, controllo degli ammortizzatori e imprevisti meccanici — possono oscillare facilmente tra i 600 e i 1.500 euro all’anno, senza contare il costo superiore della tassa di possesso (bollo) e di una polizza assicurativa che includa l’assistenza stradale europea per un mezzo pesante. La roulotte, ovviamente, non è a manutenzione zero: necessita dei controlli periodici alla cellula (test infiltrazioni in primis), della sostituzione degli pneumatici e della verifica del sistema di frenata a repulsione e del gancio di traino. E’ chiaro però che l’impegno economico e logistico è nettamente inferiore: le spese fisse si riducono drasticamente (l’assicurazione del rimorchio in movimento è inclusa nell’estensione del gancio dell’auto, mentre il cosiddetto “rischio statico” costa poche decine di euro all’anno) e i componenti soggetti a usura sono una frazione rispetto a quelli di un motorhome. Meno pezzi meccanici significano, matematicamente, meno probabilità che qualcosa si rompa durante un viaggio di un anno in Europa. - Più funzioni, meno vincoli nel tempo. L’ultimo grande vantaggio della roulotte risiede nella sua interessante flessibilità d’uso, anche nel lungo periodo. Al contrario del camper, che nasconde sotto la cellula un cuore meccanico che risente fortemente dei lunghi periodi di inattività — richiedendo accensioni periodiche e ricariche costanti delle batterie per evitare il deterioramento del motore e degli impianti — la roulotte non ha paura del tempo che passa ferma. Questa caratteristica sblocca una versatilità interessante, permettendo al mezzo di adattarsi alle diverse fasi ed esigenze della vita di una famiglia.
- On the Road: può essere ovviamente utilizzata per un viaggio itinerante puro, trainata dall’auto alla scoperta dell’Europa, esattamente come avevamo immaginato noi all’inizio.
- Utilizzo Stanziale: la possibilità di posizionarla per un’intera stagione (o per anni) in un campeggio al mare o in montagna, trasformandola in una vera e propria seconda casa per i weekend, è un’alternativa molto valida.
- Utilizzo Domestico: infine se si dispone di un giardino o di un cortile privato, la roulotte può essere rimessata a costo zero e trasformata in una dependance, una stanza dei giochi per i bambini o un monolocale indipendente per gli ospiti.
Insomma, la roulotte offre il lusso di non avere vincoli: può rimanere ferma per mesi senza che questo comporti un deprezzamento meccanico o il rischio di guasti all’avviamento, pronta a tornare in strada solo quando lo decidete voi.

I difetti della roulotte
Ci sono altri elementi importanti che abbiamo tenuto in considerazione e che ci hanno portato, alla fine, a scartare l’opzione di acquisto di una roulotte.
- Il fattore traino: limiti dell’auto e patenti. Tutti i punti a favore della roulotte che abbiamo raccontato poco fa si sono subito scontrati con la realtà burocratica e tecnica del nostro libretto di circolazione. Trainare un rimorchio non è un’operazione banale: l’auto motrice deve avere una massa rimorchiabile adeguata a trainare il peso della roulotte a pieno carico. Inoltre, se la somma della massa massima della macchina e di quella della roulotte supera i 3.500 kg complessivi, la normale patente B non basta più: è necessario conseguire la patente B96 (fino a 4.250 kg) o la patente BE. All’epoca della scelta, la nostra situazione era decisamente vincolata: disponevamo di una Toyota Corolla in noleggio a lungo termine. Carta di circolazione alla mano, la nostra auto aveva un limite strutturale invalicabile: poteva trainare al massimo 450 kg. Abbiamo comunque passato giorni a cercare e studiare il mercato delle “mini-roulotte” o dei carrelli tenda che potessero rientrare in quel peso piuma. Per un viaggio di un anno in Europa con un bambino piccolo, però, lo spazio vitale all’interno di quei mini-gusci sarebbe stato troppo sacrificato. Non stavamo pianificando un weekend estivo in campeggio, ma un cambio di vita totale in cui la cellula avrebbe dovuto farci da casa anche sotto la pioggia, il vento o il freddo del nord Europa.

- Agilità nella guida. Avere due mezzi in uno può essere un vantaggio e uno svantaggio allo stesso tempo. Se è vero che il camper appare complesso da guidare per le sue dimensioni, la roulotte non sembra affatto più semplice. Ci siamo immaginati a parcheggiare, andare in retromarcia, o girare per curve strette con un altro mezzo attaccato con un traino, e abbiamo capito subito che non sarebbe stato uno scherzo. Parliamo di gestire un “treno” stradale che supera facilmente gli 11 o 12 metri complessivi (sommando i circa 4 metri e mezzo dell’auto ai 6 o 7 metri del rimorchio), con il problema dell’effetto “coltello a serramanico” in retromarcia e la costante minaccia dello schiaffo laterale d’aria quando si viene sorpassati dai camion in autostrada. Ci siamo detti: meglio un blocco unico.
- Devi sempre scendere dalla macchina per salire sulla roulotte. Quando si viaggia con un bambino piccolo bisogna immaginarsi gli scenari che possano aumentare o contenere il livello di stress che un viaggio on the road comunque comporta. Ci siamo immaginati a viaggiare di notte in una meta fredda, con il piccolo che dorme sul seggiolino, e doverlo svegliare, coprire, farlo scendere dall’auto e farlo salire sulla roulotte anche solo per una sosta rapida. Oppure ci siamo immaginati la classica situazione in cui scappa la pipì durante il viaggio mentre fuori piove a dirotto. In un camper puoi accedere alla cellula e andare in bagno in totale sicurezza, senza nemmeno aprire la porta esterna; in roulotte devi accostare, scendere sotto le intemperie, aprire la porta del rimorchio e consumare una batteria dei servizi che spesso, nelle roulotte tradizionali, non è pensata per l’autonomia totale. Queste sono piccolezze che però, in un viaggio di un anno come il nostro, si sarebbero fatte sentire ogni singolo giorno.
- Difficoltà di parcheggio in Italia (e regole in Europa). Se pensate alle vacanze on the road, la roulotte in Italia e in gran parte del Sud Europa ha vincoli enormi. L’articolo 185 del Codice della Strada italiano equipara i camper alle normali auto per la sosta feriale, ma vieta rigorosamente la sosta della roulotte se questa è sganciata dalla motrice o se poggia a terra con i piedini di stazionamento (diventando a tutti gli effetti “campeggio abusivo”). Inoltre, diverse aree sosta comunali e camper service in Italia vieta l’accesso ai rimorchi, accettando esclusivamente i camper. Ogni Paese ha le sue regole: se in Francia o Spagna la gestione è simile alla nostra, spingendosi al Nord Europa lo scenario cambia totalmente. In Svezia e in Norvegia, grazie anche al diritto di pubblico accesso (Allemansrätten), la cultura del caravanning è fortissima: lì è facilissimo trovare parcheggi pubblici con stalli longitudinali lunghi oltre 12 metri, pensati appositamente per ospitare sia camper che auto con roulotte al seguito, rendendo il viaggio itinerante con rimorchio una passeggiata rispetto alle nostre latitudini.
I pregi del camper
Una volta scartata definitivamente l’ipotesi roulotte ci siamo avventurati nel mondo dei camper, di cui abbiamo subito colto i pregi rispetto alla roulotte:

- Libertà di movimento e sosta libera. Il camper è il re indiscusso del viaggio itinerante puro. Dal punto di vista normativo, l’articolo 185 del Codice della Strada italiano (ed equiparabili europei) stabilisce che il camper può parcheggiare in un qualsiasi stallo pubblico come una normale auto, a patto di non poggiare i piedini, non aprire il tendalino e non occupare spazio oltre la sagoma del mezzo. Questo permette la cosiddetta “sosta libera”, ideale per dormire una notte in un parcheggio vista mare o montagna a costo zero, cosa vietatissima per la roulotte sganciata.
- Stress inferiore durante il viaggio. Viaggiando con un bimbo piccolo gli imprevisti sono la norma. In camper l’auto e la casa sono un blocco unico. Se fuori piove, fa freddo, scappa la pipì a tradimento o il piccolo si sveglia affamato nel cuore della notte, basta accostare in sicurezza. Senza mai scendere dal mezzo, possiamo passare dalla cabina di guida alla cellula per usare il bagno, scaldare un biberon o metterlo a dormire nel suo letto. Zero sbalzi di temperatura per lui, zero stress da trasloco sotto la pioggia per noi.
- Autonomia totale. Il camper nasce strutturalmente per vivere fuori dai campeggi. È dotato di serie di capienti serbatoi per le acque chiare e grigie (spesso oltre i 100-120 litri), di batterie dei servizi potenti e, nel nostro caso, di un pannello solare. Questa indipendenza idrica ed elettrica a 12V permette di vivere per giorni in totale autonomia energetica ovunque ci si trovi, senza l’obbligo di doversi allacciare alla colonnina della corrente a 220V di un campeggio strutturato.
I difetti del camper
Non è stato nemmeno difficile capire subito quali sarebbero state le nostre sfide con un camper:
- Logistica e “smontaggio” per ogni commissione. Il camper è la tua casa ma è anche il tuo unico mezzo di trasporto. Questo significa che se sei comodamente piazzato in un’area sosta e finisci il latte, o se devi semplicemente raggiungere l’inizio di un sentiero a 5 chilometri di distanza, non puoi “sganciare” niente. Devi staccare i cavi della corrente, chiudere gli oblò, mettere in sicurezza tutti i piatti e i giocattoli nei pensili e muovere un colosso di 7 metri. Una volta sbrigata la commissione, torni indietro e devi sperare di ritrovare lo stesso parcheggio libero.
- Barriere urbane e restrizioni di traffico. Girare per le città europee con un motorhome può diventare un incubo burocratico e logistico. Oltre alla difficoltà fisica di trovare stalli di parcheggio lunghi 7 metri, si scontra con le crescenti ZTL (Zone a Traffico Limitato) e le normative anti-inquinamento LEZ (Low Emission Zones) diffuse in tutta Europa (come in Francia, Germania e Belgio). Se compri un camper usato con qualche anno sulle spalle, le restrizioni ambientali rischiano di tagliarti fuori dai centri urbani, costringendoti a parcheggiare molto lontano e a dipendere totalmente dai mezzi pubblici.
- Costi di acquisto e manutenzione meccanica elevati. A parità di anno e condizioni, un camper costa da due a tre volte più di una roulotte. Inoltre, nasconde sotto il pavimento un motore furgonato che macina chilometri e che richiede la stessa (costosa) manutenzione di un’auto: tagliandi, cinghie di distribuzione, freni, ammortizzatori e pneumatici rinforzati da camper (siglati CP), che hanno costi superiori. Se si rompe il motore, non solo rimani a piedi, ma la tua casa rimane bloccata nel cortile di un’officina.
E QUINDI, QUALE CAMPER SCEGLIERE?
Come scrivevamo poco fa, abbiamo inizialmente “puntato” su un mezzo che potesse farci spendere il meno possibile. Eccoci quindi a salire e visitare i camper da circa 15.000 euro vecchi di circa 30 anni per poi renderci conto molto presto che sarebbe stato un investimento poco sensato. A quella cifra avremmo potuto rimediare un Rimor che a quell’età ci avrebbe dato più problemi che benefici nel nostro anno di viaggio in Europa e difficilmente avremmo potuto rivenderlo al nostro rientro. Ci serviva un camper robusto, con una meccanica affidabile e con una cellula in buone condizioni, che garantisse un isolamento termico decente ed il funzionamento degli impianti. Stavamo chiedendo troppo per quella cifra. Abbiamo dovuto immediatamente alzare l’asticella di 10.000 euro e puntare sui camper da 25.000 euro, con 20-22 anni d’età.



Questo è uno dei camper che avevamo valutato. Un Elnagh Marlin 64 del 2003, con circa 100.000 km, motore Fiat Ducato 2.8 CC – 127 CV, lungo 638 cm al costo di 24.900 euro (VIESA esclusa).



Questo invece era un RIMOR SUPERBRIG 680TC del 2004, con 77.000 km alle spalle e 713 cm di lunghezza, motore Ford Transit TDI 2.4 CC – 125 CV. Il costo proposto era di 25.900 euro.
Queste visite ci hanno permesso di prendere le misure con gli interni del camper ma pian piano abbiamo approfondito tutto quello a cui dovevamo porre attenzione per scegliere il camper con la migliore qualità al budget che ci eravamo prefissati. E ci siamo fatti diverse domande: come orientarci tra le diverse marche dei camper? Quale meccanica è la più affidabile? Quale disposizione interna avrebbe fatto più al caso nostro?
A queste domande risponderemo nel prossimo articolo.
Grazie per la lettura!

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