6 Luglio 2026

Dopo colazione andiamo ad esplorare Keszthely. Questa piccola cittadina sul lago è una località turistica. La maggior parte dei visitatori sono Ungheresi che vengono dalla città per respirare un pochino d’aria fresca e farsi un bagnetto nelle acque basse del lago Balaton. È tutto molto tranquillo e la zona lago è molto carina e ben curata, con parchi e attività commerciali. Molto semplice e a misura di bambino. Ideale per una sosta rigenerante. Dopo pranzo ci rimettiamo in strada con l’intento di arrivare a Budapest in circa 2h, ma restiamo bloccati in autostrada a causa di un incidente (si, abbiamo deciso finalmente di prendere l’autostrada, non ne potevamo più di tutte quelle stradine). Causa traffico intenso decidiamo di fare una deviazione ed usciamo a Siofok. Siamo ancora sul lago Balaton, l’ultima cittadina prima di arrivare a Budapest, che dista ancora 1h. Troviamo un parcheggio con un grande piazzale proprio a pochi passi dalle rive del lago. Il posto sembra tranquillo e la vicinanza al lago lo rende perfetto. Passeremo qui la notte. Il parcheggio è gratuito e di fianco a noi c’è una piccola palestra a cielo aperto. Ideale per l’allenamento a corpo libero, addirittura è presente anche un sacco da boxe, non avevo mai visto una cosa del genere. Molto apprezzato! Siofok è veramente molto carina, con una lunghissima pista ciclabile che costeggia il lago. Tutto pedonale e con la possibilità di sedersi e rilassarsi sull’erba ben curata, oppure usufruire dei diversi bar, chioschi e ristoranti che si incontrano passeggiando. Ci sono anche bagni pubblici e cabine dove cambiarsi. Il livello dell’acqua è bassissimo a causa del caldo che anche qui è arrivato (nulla però a che vedere con il caldo patito in Italia). Praticamente sembra di camminare sull’acqua. Prima di potersi immergere è necessario camminare decine di metri. Questa bella atmosfera ci ha invogliato a sederci in uno dei tanti localini per mangiarci qualcosa e goderci il tramonto. Abbiamo scelto un baretto non distante dal nostro parcheggio che aveva addirittura un piccolo spazio con della sabbia e giochi per bambini. Perfetto per noi. Grande idea quella di dedicare uno spazio per i più piccoli. Ci siamo goduti il tramonto mangiando Langos, una sorta di frittissima pizza fritta (ripetizione voluta) condita con abbondante formaggio e panna acida, una bomba praticamente. Bevendo birra Soproni, bionda e leggera, prodotta a Sopron, cittadina Ungherese alle porte dell’Austria. Passeggiatina per “digerire” il tutto, e poi a letto. Belli cotti da questa intensa prima giornata Ungherese. L’imprevisto del traffico ci ha permesso di scoprire questo angolo dell’Ungheria, siamo stati molto fortunati. Questo è il bello del viaggio on the road, senza troppi programmi, con tutta la libertà possibile.

7 Luglio

Questa mattina abbiamo preso le biciclette e percorrendo la pista ciclabile che costeggia il lago siamo arrivati al centro di Siofok. La via centrale piena di locali, negozietti e attività tipiche delle località turistiche balneari. Poco distante c’è anche un bel parco con un area recintata dove possono giocare i bambini liberamente. Abbiamo passato la mattinata così, tra biciclettate, passeggiate e giochi. Dopo pranzo siamo ripartiti in direzione della capitale, la maestosa Budapest. Per arrivare all’area sosta scelta abbiamo dovuto attraversare tutta la città. Mai avrei immaginato di guidare per le strade del centro di Budapest, men che meno di arrivarci in camper! Arriviamo in questo parcheggio con servizi che si trova alle porte del centro, raggiungibile con una lunga passeggiata di un’ora oppure con i mezzi pubblici che fermano proprio di fronte sulla strada. Parcheggio molto minimalista, tutto automatizzato, quando arrivi al cancello d’ingresso chiami e un tizio ti apre, per uscire utilizzi un codice e per il pagamento lasci i soldi in contanti nella cassetta della posta. Il nome è Stellplatz Budapest, costo 33 euro al giorno. Posizione comoda ma la strada è molto trafficata e di conseguenza i rumori sono abbastanza fastidiosi. Ma va be, non si può avere tutto dalla vita. Appena arrivati eravamo subito curiosi di visitare Budapest. Ci siamo preparati e siamo usciti senza meta. Rimaniamo subito colpiti da questo enorme parco comunale di nome Varosliget. Una grandissima area verde che offre attrazioni culturali, storiche e relax per cittadini e turisti. L’ingresso principale si trova proprio dietro alla celebre Piazza degli eroi. Il parco è aperto 24h ed è gratuito. Tra le diverse attrazioni al suo interno è presente anche un castello dall’aspetto fiabesco e un lago. Con una lunga passeggiata siamo arrivati fino alle sponde del possente fiume Danubio, che divide la città nuova da quella vecchia, Buda e Pest (Che si legge Pesht). Abbiamo mangiato un boccone in un piccolo ristorante vegano e poi preso l’autobus per tornare al nostro camper.

8 Luglio 2026

Durante la notte i rumori non sono mai cessati. Il frastuono tipico della città, fatto di: ambulanze, sirene e clacson. Ma tutto sommato siamo riusciti a riposare. Dopo colazione siamo andati verso il centro città a visitare ancora la bellissima e maestosa Budapest. Ci siamo persi per le vie del centro ricche di storia e tradizione. La capitale dell’Ungheria è una città enorme, che merita tempo e pazienza per essere vista. Noi in questo momento cerchiamo altro. Preferiamo la pace, la tranquillità e l’aria pulita. Tutte cose che chiaramente una metropoli non può dare. Siamo comunque molto contenti di esserci passati perché è una città molto bella. Decidiamo di salutare Budapest e l’Ungheria, ma non potevamo farlo senza prima assaggiare il dolce tipico. Il Kürtőskalács, un cilindro di pasta brioche cotto allo spiedo, spennellato di burro e ricoperto di zucchero e cannella. Siamo andati in un posto dove veniva cotto alla vecchia maniera sui carboni ardenti e servito caldo. Il profumo è irresistibile. Con il pieno di zuccheri siamo tornati al camper, ci siamo preparati e abbiamo lasciato il parcheggio. Direzione Polonia. Dopo poco attraversiamo il confine Slovacco senza nemmeno accorgercene. Quella che una volta è stata la zona di frontiera oggi è ormai abbandonata. Non abbiamo incontrato polizia, nessun controllo. Ci fermiamo in un parcheggio per cenare, sgranchirci un po’ le gambe e poi ci rimettiamo in viaggio per raggiungere Martin, un piccolo paese nel nord della Slovacchia. Le strade sono buone, ma piccole e strette. I camion sfrecciano velocissimi nel buio. Incontriamo diversi cerbiatti lungo la strada. Prego per loro e per noi. In tutto questo rischiamo anche di rimanere a piedi, a secco di carburante. Purtroppo i distributori latitano e durante l’orario di chiusura non tutti accettano la carta di credito estera. Fortunatamente troviamo un distributore aperto anche la notte, che accetta la nostra carta, pericolo scampato. Ormai è notte inoltrata, e fortunatamente finalmente arriviamo a destinazione. Ci fermiamo nel parcheggio del Museo dei Villaggi Slovacchi. Siamo in mezzo al nulla e fa freddissimo. Abbiamo preso il piumone e stretti stretti ci siamo addormentati.


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